19/02/14
Milton Keynes rimarrà nel cuore degli appassionati delle quattro
ruote per due aspetti fra loro antitetici, ma entrambi altamente tecnologici:
la città inglese, infatti, non solo è la sede della scuderia “Red Bull Racing”,
detentrice del titolo piloti e del titolo costruttori del campionato di Formula
1 da ben 4 anni, ma è anche il campo di prova per il primo test di veicoli
elettrici a ricarica wireless nel
trasporto pubblico. Si tratta di un progetto sperimentale di grande respiro
che, dopo uno studio approfondito, ha permesso di mettere in strada, lo scorso
gennaio, ben 8 autobus elettrici che verranno monitorati per 5 anni allo scopo
di verificarne la sostenibilità tecnica ed economica, non in astratto, bensì
direttamente sul campo in una sorta di stress-test. Gli 8 veicoli dovranno,
infatti, dimostrare di essere all’altezza dei loro diretti concorrenti diesel,
viaggiando su una tratta decisamente impegnativa: 17 ore di servizio al giorno,
7 giorni alla settimana per coprire, ciascuno, una distanza di circa 90.000 km
all’anno (più del doppio della lunghezza dell’equatore)! La grande novità sta
nel metodo di ricarica, che non avverrà attraverso le più tradizionali
colonnine alle quali collegare il veicolo con un apposito cavo, bensì in una
modalità wireless. Grazie al principio dell’induzione
magnetica, la corrente che scorre in una bobina “primaria” annegata sotto
il manto stradale e collegata alla rete elettrica, crea un campo magnetico in
grado di generare – per induzione – una corrente elettrica in una bobina
“secondaria” installata, a sua volta, a bordo del veicolo, ricaricandone così
la batteria. Per garantire un funzionamento continuo compatibile con la tabella
oraria del trasporto pubblico, sono previste due stazioni di ricarica presso i
capolinea del tragitto: alla fermata, la bobina montata sull’autobus verrà
abbassata a 4 cm dalle piastre ad induzione predisposte sotto la pavimentazione
della strada in modo tale da essere investita dal campo magnetico generato da
queste ultime. Con tale approccio, anche le batterie con cui sono equipaggiati
i veicoli potranno essere più leggere e di dimensioni più compatte.Dopo
una ricarica notturna completa, in 10 minuti di sosta ogni autobus sarà in
grado di ricaricare due terzi dell’energia consumata per percorrere i 24 km di
tratta della “Linea 7”: un tempo del tutto compatibile con la sosta per il
cambio di autista alla guida o con la pausa per una tazza di tazza di tè! I
vantaggi? Mezzi più silenziosi rispetto ai veicoli diesel, un abbattimento
annuo di 5 tonnellate di particolato e di emissioni nocive dai tubi di
scappamento ed una riduzione delle emissioni di CO2 stimata in 270
tonnellate all’anno.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


Tali notizie non possono che far piacere, perché veramente aiutano a comprendere che la tecnologia non si ferma e si mette al servizio dell'ambiente per renderlo più pulito.
RispondiElimina