ROMA - Oggi un comune
cittadino possiede almeno 2 oggetti collegati a internet e si stima che entro
il 2015 saliranno a 7, per un totale di 25 miliardi di dispositivi collegati
con connessione senza fili nel mondo. Entro il 2020 il numero potrebbe
addirittura raddoppiare. Il futuro prossimo sarà l'internet delle cose, dove
tutti gli oggetti di uso quotidiano (telefoni, automobili, elettrodomestici,
vestiti e persino alimenti) sono collegati al web con una connessione senza
fili tramite chip intelligenti e sono in grado di rilevare e comunicare dati.
Ad esempio, se una persona anziana dimentica di prendere una medicina essenziale,
parte un messaggio d’allarme a un familiare, o addirittura ad un centro
d’emergenza locale, in modo che qualcuno passi a vedere se va tutto bene.
Oppure l'automobile, tramite sensori incorporati, potrà segnalare lo stato dei
suoi diversi sottosistemi a fini di telediagnosi e tele manutenzione; sensori
posizionati nell’abitazione potranno informare le persone assenti, tramite lo
smartphone, dello stato delle porte e finestre di casa, o addirittura del
contenuto del frigorifero. Tutto questo ha grandi potenzialità economiche e
sociali e per sfruttarle al meglio la Commissione europea lancia oggi una
consultazione pubblica per trasmettere osservazioni e commenti entro il 12
luglio 2012.
Affinché l’Internet delle cose sia accettato dalla
società è necessario definire un quadro etico e giuridico, supportato dalla
tecnologia necessaria, che offra ai cittadini controllo e sicurezza. Per questo
la Commissione chiede osservazioni e commenti sul rispetto della vita privata,
la sicurezza delle persone e delle cose, la sicurezza delle infrastrutture, le
questioni etiche, l’interoperabilità, la governance e gli standard. I risultati
emersi dalla consultazione confluiranno nella raccomandazione sull’internet
delle cose che la Commissione presenterà entro l’estate 2013. (Romagnanoi.it)


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